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Federica Cinciallegra
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Cinciallegra che gorgheggi un’alba, sussurro d’erba, fremito d’ali in un cielo madreperla, notte insonne sotto un manto d’autunno, dolce lacrima, brivido di un sogno, ignoto fiorire di ninfee vellutate, in uno specchio lacustre dove stelle di emozioni si riflettono ignee, incantate di se. Virgulto di vita, ad ogni sguardo, tepore di colori ad ogni sogno, stupito e attonito dal tuo viso d’ambra, smarrisco la cetra con cui ti innalzo al cielo,
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lampada di Aladino nel mio cuore pensoso, muschio umido di nettare iridescente, cometa nascente, di geroglifici misteri, che seduce come un germoglio i meandri della mia Mente.
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Prof.Arch.Mario Boninsegni, a Federica, 25.09.09
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